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Mostre

1992 - Galleria Metaphora. Nocera Inferiore

(...) La pittura di Fedele è, pertanto, sulla soglia di un capovolgimento di segno, che ha scombussolato una serie di certezze e la sua attualità sta nell'accentuare ed imprimere alle sue forme quella accelerazione risultante dall'impatto del dinamico con l'oggettuale di qualsiasi suo artefatto, che venga a contatto con il proprio mondo di detriti della "vecchia civiltà della visione". Mc. Luhan
Il volgersi al passato serve sia a spiegare il fenomeno innovativo della nostra attuale visione rispetto a quella precedente, di cui l'artista vuole farsi carico, che a dare maggiore forza al "messaggio" pittorico di esplorazione e ricerca con i suoi sondaggi pittorici. (...) Giuseppe Siano

1993 - Chartulae. Galleria Trifalco, Roma

(...) Il rischio a cui si sottopone questa volta Fedele, è quello di proporre una collezione che non può essere snaturata, con la divisione degli elementi costituenti l'intera opera. Una sfida, la sua, con sé stesso e con la frammentazione cui va soggetta frequentemente la produzione artistica di una persona.(...) m.d.p.

1995 - Cave Canem. Cesare Manzo, Lanciano

"Cave Canem" è una delle mostre personali di Ferdinando Fedele, tenutasi nel 1995 presso la Galleria Cesare Manzo a Pescara. Questa mostra ha esplorato temi profondi e complessi attraverso una varietà di tecniche espressive, tra cui incisioni e pittura. Fedele è noto per la sua capacità di sfidare le convenzioni artistiche e di creare opere che invitano alla riflessione e alla contemplazione.

1996 - Al Naturale. Villa Mazzanti, Roma

La mostra "Al Naturale" di Ferdinando Fedele si è tenuta a Villa Mazzanti, Roma, nel 1996. 

1996 - Eventi. Italo Bergantini, Sermoneta

(...) La lettura di questo lavoro è sommessa ed inquientante, "silenziosa" ed esplicativa allo stesso tempo, facendo ruotare i nostri pensieri intorno alle problematiche eterne dell'uomo sull'esistenza e sulla morte, che possono diventare ancora più coinvolgenti per il visitatore in un sito religioso. (...) 

1996 - La Muta. Studio Vigato, Alessandria

(...) L'anamorfosi cela al primo sguardo l'icona di Ferdinando Fedele. L'opera, posta a terra, sembra suggerirci di girare intorno al suo perimetro e così pian piano si riesce a percepire da un determinato punto di vista la sagoma del cranio, che pare "galleggiare" in una sorta di "oceano" nero, o meglio, ergersi con tutto il suo spessore da tale fondo scuro, da un Nulla, senza riuscire però ad abbandonare del tutto il suo radicamento. Esiste infatti una sorta di unione tra il campo della rappresentazione e la condizione della base, del terreno, della terra: tale "orizzontalità", insieme all'uso della tecnica dell'encausto, predispone l'opera ad accogliere la stratificazione del tempo, della memoria, dell'Esistenza. (...)
Lorella Scacco in Lo spessore dell'aurora, testo in catalogo.

1996 - Luce e Ombra. Obra Cultural, Alghero

(...) In un mondo dematerializzato da immagini senza corpo né luogo, Ferdinando Fedele e Claudio Peotta, creano nello spazio espositivo un "luogo" che si differenzia innanzi tutto dai "non-luoghi" dell'anonimato e dall'immagine apparente del mondo. Mettono in atto un'idea dell'arte che presuppone, prima di tutto, il suo distinguersi dagli altri segnali della realtà per non soccombere al destino di una rapida obsolescenza che subiscono nella nostra cultura gli oggetti, le idee, le ideologie,  e i segni che li denotano. (...) Lucilla Meloni.

1997 - Luoghi dell'arte. Palazzo Bellini, Comacchio.

 

(...) Fedele che ridisegna le pareti e reinventa lo spazio con la sua Camera dei riflettenti, architetture metafisiche a parete, mobili e immobili e color del mercurio. (...) Ada Lombardi

1997 - Assenza d'ombra. Sala dei Baroni/Maschio Angioino, Napoli.


1997 - Golfo Mistico. Romberg Arte Contemporanea, Latina



1998 - +o- Donguy Gallerie, Paris

Ad occhi vuoti

Starsene ad occhi vuoti
Obliare la forma delle cose


Fin dentro i mendri della mente
Starsene ad occhi spenti

Sulla linea dell'orizzonte nero
Nel grembo di un cielo austero

Di notte senza lune
Di cerchi senza sponde

Nella voragine di cenere
Nella vertigine del niente

Dentro bare di metallo lucente
Impregnate da un dolore silente

Nei variegati riflessi che confondono
Tempo scorrevole e tempo rotondo

"Gira e rigira e sopra i suoi giri
il vento torna", parola di Qohélet

Giro dopo giro, dal calco immortale
Dalle ossa spente e traforate

Potessi tornare occhio vivo
Da lanciare nel brillio del mare

Nello scontro frontale
Con la dura legge dell'Ade

Giocherei nel regno delle ombre
Tra le sue vibranti onde

Ma questi specchi di tenebre calcinata
Non promettono Resurrezione
Oh, no, no, poiché la morte
è un'infinità dannata.
Mimma Pisani

Roma, marzo 1999

1998 - MAC Museo Arte Contemporanea, Crotone

(...) Di origine campana il suo immaginario gioca sul confine della vita e della morte, adottondo con ironia l'abbellimento della compagna funesta,  evocando i classici, e un tipo di filosofia negativa che rimanda a Wittgenstein. Si sente molto anche il periodo di formazione trascorso a Vienna. Per Crotone dona "Oreste e Clitennestra" un'opera a parete formata da acciai curvati e riflettenti e da gessi con effigi scolpite.

1999 - Materiali della scultura. Musis, Roma

(..) Le opere hanno una doppia valenza di tecnica artistica, è possibile considerarle considerarle come un mixage di scultura e di tecnica calcografica, possono essere infatti stampate con torchio calcografico su carta prima della piegatura che le rende "gonfie" e tridimensionali quindi, quando queste sono piegate formano una scultura a parete. Le opere vanno allestite a muro ad una distanza di 170cm circa da terra in coincidenza con l'orizzonte degli occhi. Tale positura è a confermare l'idea di livellamento evocando l'orizzonte curvo come metafora del limite della percezione umana a confronto della grandezza dell'infinito. (...). Ferdinando Fedele

2000 - L'inferno & dintorni 

(...) Il taglio critico proprio della scelta tematica della restituzione figurativa di fedele privilegia il collegamento più diretto del Purgatorio all'Inferno piuttosto che agevolarne una concezione di anticamera del Paradiso. Da ciò il Paradiso e la concezione metafisica e metastorica che lo sottende ne escono depotenziati: la condizione di sofferenza e di aspettativa propria del Purgatorio si relaziona all'Inferno, divevendone non promessa auspicata di premio o riscatto, ma possibile pausa serentante: in una dimensione, cioè, di relativismo e di tolleranza si affida alla capacità ermeneutica dell'arte il compito di scegliere il tema del dolore giustificandolo non come sacrificio che spiana la via per la felicità oltremondana, ma come inferno terreno che certamente non si motiva, ma che può essere attenuato da pause o da sospensioni parziali che si rendono patricabili nel corso dell'esistenza umana. (...) Rosario Pinto

2005- Cena in Casa Levi. Lift Gallery, Roma

Ferdinando Fedele, ormai dal '95, lavora su due punti fermi: una porizione di spazio tridimensionale, o comunque ad esso relativo; e un profilo, o una icona che vuol essere soprattrutto un segno simoblico, referente all'umanità e a quanto essa fa per sfuggire sé medesima. Lo spazio e uno spazio cubico, che ricorda un qualche incubo della mente, ebbene sì anche un ascensore. Ma più esattamente rimanda a quel minuscolo spazio vitale che ciuscuno pensa di meritarsi, o meglio, come dice John Giorno, dove ciascuno si esilia nella vita quotidiana. Tratto da.Viaggio in un ascensore preparato di Ada Lombardi.

2007 - Reflection

"Reflection" è una delle mostre personali di Ferdinando Fedele, tenutasi nel 2007 presso la Hybridacontemporanea gallery a Roma.

2009- Fissare lo sguardo. La Porta Blu Gallery, Roma

(...) Il nome drago deriva dal latino draco che a sua volta riprende il greco dràkon, termine che deriva dal verbo dèrkomai ossia guardare, fissare lo sguardo, con il significato di dall'acuta vista. (...) Fabrizio Pizzuto

2019 - Locus Solus

Locus Solus è una mostra personale di Ferdinando Fedele, inaugurata il 20 dicembre 2019 presso il Fedele Studio a Nocera Inferiore.

Opere pubbliche